
Siamo un popolo immaturo, la tecnologia avanzata non è poi così tanto avanzata se utilizza ancora metodi non in armonia con la natura.
Oggi abbiamo i common rail, le marmitte catalitiche per ridurre le emissioni inquinanti, ma il vero problema è che siamo aggrappati ad una fonte energetica di dimensioni estremamente ridotte.
Tutta la nostra vita è basata sul petrolio, sul suo andamento economico, crea danni ambientali, disastri ecologici inquinamento, e pensare che le sue riserve durano quanto la scia lasciata da una stella cadente nel cielo se paragonate alle prospettive di vita del’umanità.
Le tecnologie, i passi avanti della medicina, quelli importanti, quelli che ci hanno permesso di ridurre il livello di mortalità media in maniera concreta, e che permettono di curarci per guarire anche quelle che consideriamo oggi piccole malattie, non hanno più di 100 anni. Siamo quindi nel XXI secolo, sono passati 20 secoli, 2000 anni. Sono passati 1900 anni di arretratezza, di realtà rurali prima dell’industrializzazione, e solo l’ultimo secolo è quello che ci fa vivere in quello che oggi chiamiamo progredito mondo.
Finto progredito mondo perchè oggi, anno 2008, viviamo aggrappati ad una fonte Non rinnovabile quale il petrolio, viviamo costruendo macchine che bruciano benzina per muoversi e che in compenso hanno le marmitte catalitiche per ridurre la schifezza che brucia.
Allora guardiamo cosa hanno fatto le nostre vecchie “sette sorelle”, guardiamo i nostri governi verso che direzione vanno per incentivare la tecnologia “buona”, non quella che impone tasse inferiori se circolo con una automobile euro 4 anzichè con una vecchia 500!
Risolvere i problemi alla radice è l’obbiettivo, non procrastinare le scelte che oggi stesso potrebbero entrare a far parte della vita di tutti i giorni, e contribuire a migliorarla.
Allora cominciamo a fare leggi volte a promuovere energia pulita, non centrali nucleari che ci sommergono di scorie radioattive, cominciamo a convertire da subito le automobili utilizzando il metano come combustibile per poter passare un giorno all’idrogeno, e così via.
Non vedo niente di tutto ciò, ed anzi basta che il cittadino veda per strada un autobus elettrico per stupirsi e dire “caspita un mezzo pulito”, quando invece dovrebbe essere naturale ed ovvio viste le condizioni cui siamo costretti a vivere nelle città metropolitane d’Italia!
Il petrolio, una fonte che non durerà più di altri 40 anni. Il petrolio è che gestisce l’economia mondiale, e che detta le regole per poter creare povertà.
E’ un fattore egoistico, di cui tutti noi siamo responsabili. La povertà del terzo mondo esiste non perchè questi paesi non riescono a risollevarsi da se, non perchè i nostri aiuti non riescono ad essere esaurienti…tutto questo è solo fumo negli occhi.
Le 200 persone più ricche del mondo possiedono circa 1.000 miliardi di dollari, mentre 1 miliardo e 300 milioni di persone vivono con 1 dollaro al giorno.
I 3\4 di popolazione mondiale soffre la fame, e le risorse non rinnovabili non sono disponibili per tutti, ma solo per chi le gestisce direttamente, e che indirettamente ha anche nelle mani i destini di popolazioni che oggi assumono forse nemmeno 20 calorie al giorno per sopravvivere.
Nel mondo esistono più di 6 miliardi di persone, di queste i 4\5 sono popolazioni povere.
La povertà è fondamentale per creare una vita benestante al rimanente 1\5 di popolazione facente parte dei paesi in via di sviluppo.
Le popolazioni del terzo mondo hanno una crescita demografica sempre più accentuata ed inarrestabile.
La popolazione industrializzata quale siamo vive nel mondo fatato, noi abbiamo i diritti.
Al di fuori di questa campana di vetro cui tutti facciamo parte vi è la morte certa, non appena si ha a che fare con il mondo esterno, appena nasci, vi è la fame, la sete, le malattie, non c’è scampo.
E siamo proprio tutti noi che mentre viviamo in questo mondo, inconsapevolmente sosteniamo la legge “mors tua vita mea”: faccio morire di fame gli altri per non fare la stessa fine.
Se tutti questi paesi dovessero progredirsi ed arrivare a sfruttare anche loro le risorse non rinnovabili, non ce ne sarebbe abbastanza per tutti.
E’ una realtà, ed è utopia quella che si propone di risolvere la fame nel mondo.
Rimarra utopia almeno fino a quando ll’uomo avrà la maturità di spingere la tecnologia verso l’interesse dell’umanità, e non verso la ricerca del potere, della supremazia mondiale, della lotta fra gli stati.
Quando saremo così maturi, forse, riusciremo a guardare nell’interesse di chi ci chiede aiuto, perchè allora, per indicare le persone che ci chiedono aiuto non useremo l’aggettivo LORO, ma NOI, inquanto intera umanità.